Immigrazione, la linea dura del Governo contro chi non rispetta le leggi

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Blocco navale, stretta su richieste di protezione complementare e ricongiungimenti famigliari, espulsioni più facili e veloci per gli stranieri condannati. Sono solo alcune delle norme contenute nel disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Un’altra promessa mantenuta

“Contrasto all’immigrazione irregolare e gestione ordinata dei flussi legali di immigrazione, difesa dei confini nazionali ed europei come richiesto dall’UE con il nuovo Patto
per la migrazione e l’asilo, con controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per fermare la tratta degli esseri umani, creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall’Unione Europea, per valutare le richieste d’asilo”. Impegni contenuti nel programma elettorale di Fratelli d’Italia del 2022 e mantenuti nel corso degli anni con una serie di provvedimenti, ultimo in ordine di tempo il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 febbraio scorso. Provvedimenti che stanno portando risultati concreti in tema di contrasto dell’immigrazione illegale, dopo anni di maglie larghe. L’ultimo disegno di legge è la firma in calce alla linea dura che abbiano adottato sin dal primo giorno per garantire la sicurezza dei confini nazionali, contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani e allontanare dal nostro territorio chi è venuto in Italia e non rispetta le nostre leggi. Il disegno di legge varato dal Governo Meloni passa ora al vaglio del parlamento: qui vedremo chi ha davvero a cuore la sicurezza dei cittadini.

Il disegno di legge

Diciassette articoli che disciplinano in maniera più stringente i principali punti relativi alle politiche sull’immigrazione e sulla protezione internazioniale. E assieme a questo disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 2024 che entrerà in vigore a giugno. Un giro di vite su più fronti: dal controllo delle rotte migratorie alla possibilità di blocchi navali, da criteri più stringenti per la concessioni di permessi e ricongiungimenti a un ampliamento delle condotte che possono portare all’espulsione dei migranti irregolari. Eccole nel dettaglio.

Blocco navale – Il disegno di legge istituisce un sistema di sorveglianza che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie. Controllo svolto in cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri. Per quanto riguarda le tratte migratorie marittime, in caso di rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, così come di una pressione migratoria eccezionale sarà possibile istituire un blocco navale. Sarà quindi vietato l’attraversamento delle acque territoriali italiane fino a 30 giorni, prorogabile massimo a sei mesi. I migranti a bordo delle imbarcazioni bloccate potranno essere riportati nel Paese di appartenenza o provenienza, oppure in Paesi terzi con cui l’Italia ha stretto accordi. Intese finalizzate a garantire l’accoglienza e il trattenimento, anche in vista del rimpatrio, in strutture dedicate presso cui operano organizzazioni internazionali specializzate. Per chi violerà il divieto – sia esso utilizzatore, armatore o proprietario della nave – è prevista una sanzione pecuniaria e, in caso di reiterazione, la confisca cautelare dell’imbarcazione.

Protezione internazionale e ricongiungimenti familiari – Giro di vite sul reale rispetto delle condizioni che permettono la concessione della Protezione complementare. Gli stranieri a cui non è stato riconosciuto l’asilo politico potranno richiederla ai fini dell’ottenimento del permesso di soggiorno solo se dimostreranno di aver vissuto regolarmente in Italia per almeno 5 anni, conoscere la lingua italiana e avere una disponibilità abitativa ed economica adeguata. Oltre ovviamente alla fedina penale pulita. Il permesso di soggiorno, infatti, non sarà concesso in presenza di reati che comportano pericolosità sociale.

Per quanta riguarda i ricongiungimenti familiari, per far fronte all’abuso di questo strumento registrato negli anni e riservare i benefici a chi ne ha veramente diritto e bisogno, il disegno di legge delega il governo Meloni a definire puntualmente i criteri per la concessione. In particolare l’identificazione dei familiari che hanno diritto al ricongiungimento.  

Espulsioni e rimpatri più facili e veloci – il disegno di legge amplia lo spettro di reati che portano all’espulsione o all’allontanamento dello straniero che ha ricevuto una condanna. Alle fattispecie già presenti si aggiungono infatti reati come violenza o minaccia contro un pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia e rivolta all’interno dei Centri di permanenza e rimpatrio. Prevista inoltre una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti, oltre che per gli stranieri provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate. Procedura di rimpatrio immediata che si svolgerà direttamente presso i valichi o nelle zone di transito. i soggetti direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti .

Meloni: “Garantire la sicurezza dei confini e dei cittadini, un’altra promessa mantenuta”

Il Governo ha approvato un provvedimento molto significativo per rafforzare il contrasto all’immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani. I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, meno 60 per cento di sbarchi più 55 per cento di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo. Così oggi abbiamo finalmente potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di Governo del centro-destra, cioè la possibilità nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale di impedire l’attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazioni sottoposte all’interdizione anche in paesi terzi”. Si apre così un video (che potete vedere qui sotto) del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni pubblicato sui social subito dopo l’approvazione del disegno di legge sull’immigrazione da parte del Consiglio dei Ministri.

“Una opzione che cammina, che è compatibile con le nuove regole europee che tra l’altro l’Italia ha contribuito a definire, a dimostrazione di come tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni in Europa sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno. Per tutti quelli che dicevano che era impossibile voglio ricordare che niente è davvero impossibile per chi è determinato a fare qualcosa e noi siamo determinati a garantire la sicurezza dei confini, la sicurezza dei cittadini e utilizzeremo tutti gli strumenti che possiamo per garantire questa sicurezza. Insieme a questa norma il provvedimento ne prevede molte altre, in particolare proprio per garantire la sicurezza”, ha proseguito Meloni.

“Ci sono procedure più veloci per espellere gli stranieri che sono stati condannati ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque aggiungendo reati come violenza pubblico-ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, perché se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano oppure vieni espulso. Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme e vediamo quante delle forze politiche che vengono in tv a dirvi che il governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza. Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico”.