Istat, potere d’acquisto e reddito ancora in crescita

Gli ultimi dati ufficiali confermano la solidità dell’economia italiana. Smentite le bufale della sinistra, con il governo Meloni l’Italia registra continui miglioramenti

Cresce il valore aggiunto dell’economia nazionale, aumenta il reddito disponibile delle famiglie e con esso anche il potere d’acquisto. Sono i dati più recenti sulla situazione economica del nostro Paese diffusi da Istat. Dati che sommati ai record su occupazione e disoccupazione , alla riduzione delle disuguaglianze, all’ascesa degli investimenti e delle esportazioni – solo per fare alcuni esempi – certificano la bontà del lavoro del Governo Meloni e dei risultati raggiunti grazie alle scelte di questi tre anni. I numeri non mentono, nonostante qualcuno provi a mistificarli. La sinistra, a caccia di consenso, continua infatti a negare le realtà pur di provare a recuperare un po’ di consenso. Per quanto ci riguarda continueremo a smentire profezie nefaste ed a lavorare con determinazione per l’Italia.

Cresce il valore aggiunto dell’economia nazionale

Il valore aggiunto corrente dell’economia nazionale rappresenta la ricchezza creata dalle imprese e dalle Pubbliche amministrazioni, ed è un importante indicatore dello stato di salute economico di un Paese. Ebbene, in linea con quanto accaduto nel 2024, questo significativo indicatore, valutato ai prezzi base, è aumentato del 2,3% rispetto all’anno precedente. Un risultato positivo raggiunto grazie soprattutto all’apporto delle società non finanziarie – in particolare piccole imprese e lavoratori autonomi – e delle famiglie. Negativo invece il contributo delle banche, mentre diminuisce l’indebitamento delle amministrazione pubbliche. Dati confortanti che confermano il quadro positivo dell’economia nazionale e la bontà dell’operato del Governo. Soprattutto se letti insieme ad altri dati, anch’essi riportati da Istat, relativi a redditi e potere d’acquisto.

Aumenta il reddito primario

Nel 2025 il reddito primario delle famiglia è aumentato del +3,1%, ovvero di 47 miliardi di euro. L’apporto maggiore è stato determinato dai redditi da lavoro dipendente, con 33,1 miliardi di euro, successivamente figurano i redditi per l’utilizzo di abitazioni di proprietà (6 miliardi di euro), poi i redditi derivanti dall’attività imprenditoriale (5,5 miliardi di euro) ed infine i redditi da capitale finanziario, con 2,4 miliardi di euro.

Cresciuto anche il reddito disponibile, cioè il reddito primario al netto di tasse e oneri previdenziali. Un aumento del 2,4%, superiore a quello dei beni e dei servizi consumati.

Il potere d’acquisto continua a crescere

Un aumento del reddito disponibile superiore a quello dei prezzi comporta una naturale conseguenza: una crescita del potere d’acquisto. Nel suo report Istat conferma il trend che, da un paio di anni, vede questo valore crescere continuamente. Dopo il 2022, anno in cui questo dato ha subito una lieve flessione del 0,6%, il potere d’acquisto ha sempre segnato una curva positiva. Prima nel 2023 con un +0,4%, successivamente nel 2024 con un +1,2% per poi arrivare al 2025 con un +0,9%. Questo nonostante la complessa congiuntura internazionale.

Diminuiscono le imposte

Sempre l’stat, poi, mostra il quadro reale rispetto alle imposte correnti pagate dalle famiglie. Queste ultime sono diminuite di 0,7 miliardi di euro. Ciò equivale ad una diminuzione dello 0,3% rispetto all’anno precedente. L’Istat rileva anche come la pressione fiscale sia effettivamente aumentata di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. Un dato su cui la sinistra ha tentato di speculare, come al solito mistificando la realtà

Quel che a sinistra non dicono è che l’aumento della pressione fiscale è conseguenza di due fattori principali, che peraltro da quelle parti politiche dovrebbero apprezzare. Il primo è il peso della tassazione dei prodotti finanziari, il secondo è l’aumento dell’occupazione. Sì perché più persone lavorano, più persone pagano le tasse. Ebbene sì, lo ammettiamo: è colpa del Governo che ha creato le condizioni per raggiungere il record sull’occupazione.

Smentite le bufale della sinistra

La sinistra non perde occasione per raccontare bufale ai cittadini italiani. Continuano a negare i grandi risultati raggiunti dal governo Meloni e provano in tutti i modi ad attaccarci. Non ci riescono. Anche questa volta sono stati smentiti prontamente dai numeri dell’Istat. Si mettano il cuore in pace: il Governo Meloni continuerà a lavorare per far sì che questi risultati siano sempre migliori.