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Cannabis, Schlein “legalizziamola”. E riparte il mantra della sinistra

Elly Schlein cancella anche le guerre, ecco la priorità del Partito democratico: legalizzare la cannabis. Insorge anche l’Ordine dei Medici

“Battiamoci insieme per il patrimonio egualitario e per la legalizzazione della cannabis, approvata anche in Germania, sono battaglie importanti”. Sono passati circa due anni dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, ma Elly Schlein, segretario del Partito democratico, lancia una “nuova” battaglia prioritaria per l’Italia: la legalizzazione della cannabis. Secondo la Schlein si tratta di un tema importante sul quale intervenire immediatamente: una visione distorta della realtà, lontana dalle persone.

Elly Schlein, “cannabis battaglia importante: legalizziamola”

Non siamo certo sorpresi dall’assenza di temi di Elly Schlein, come siamo oramai abituati ai suoi scivoloni e alle sue non risposte alle domande che le vengono rivolte, spesso ricorrendo solo a slogan. Capiamo che non sia facile fare opposizione al governo Meloni che sta ottenendo risultati importanti in ogni settore e il cui lavoro è riconosciuto in Europa e nel mondo. Ma a tutto c’è un limite.

Adesso, non sapendo più bene di cosa parlare e non avendo temi seri da proporre scimmiotta, maldestramente, quanto accade nelle Nazioni vicine. In Germania, infatti, è stata liberalizzata la cannabis: in maniera comunque parziale e limitata da alcune previsioni, come il peso massimo di detenzione e un numero massimo di piante coltivabili.

Insorge l’Ordine dei Medici

Dopo la riesumazione della battaglia sulla legalizzazione della cannabis da parte di Schlein sono intervenuti immediatamente gli ordini dei medici rappresentando che “serve attenzione”. In riferimento a quanto promosso in Germania, l’ordine dei medici italiani, ha dichiarato che se dipendesse dai medici eviterebbero, come eviterebbero l’utilizzo di sigarette, la cannabis. “Sul piano della salute il punto di vista è semplice: dobbiamo tutelarla bisogna avere molta attenzione al consumo”.

La Schlein vorrebbe copiare la Germania, ma lo fa anche male. In realtà, la nuova legge tedesca avvia solamente una parziale liberalizzazione. “Non è auspicabile l’utilizzo al di fuori delle indicazioni terapeutiche a scopo antalgico ed è indubbio che il consumo può creare una serie di problemi e dipendenze seppure limitate rispetto ad altre sostanze che sono anch’esse forme di malattia”.

Schlein scrive l’ennesima brutta pagina

L’ordine dei medici è preoccupato, ma il tema si pone anche nel dibattito civile, non solamente sanitario. Il fatto è che le malattie potrebbero aumentare. Schlein, evidentemente, non vuole tutelare la salute degli italiani e a causa di ignoranza, non consapevolezza e superficialità non approfondisce. Vorrebbe probabilmente fosse fatta una sfida su un tema così caro alla sinistra che non va a salvaguardare le persone e a tutelarle ma a farle ammalare. In un attimo, Schlein, ha cancellato anche la guerra, perché si sa, la cannabis è più importante.

Tra coloro i quali difendono la legalizzazione della cannabis è ripartito il mantra secondo il quale sarebbe un mezzo per contrastare la criminalità organizzata. Se ne intendono più di Paolo Borsellino? Sentite cosa disse rispondendo alla domanda di una studentessa in una memorabile lezione sui temi della mafia agli studenti di un istituto.