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Elezioni Lombardia, Majorino (Pd-M5S-Avs) a cena al “Leoncavallo”

Majorino Leoncavallo

Iniziativa elettorale del candidato governatore della coalizione giallorossa nel centro sociale occupato: “Polemica noiosissima, vado a salutare degli amici”.

Una ex cartiera occupata da quasi trent’anni e trasformata in uno spazio autogestito con area concerti, bar, ristorante. Tutto rigorosamente al di fuori delle norme igienico-sanitarie e fiscali. È il “Leoncavallo”, centro sociale di Milano al centro di una lunga storia di illegalità istituzionalizzata grazie alla connivenza delle amministrazioni comunali di centrosinistra. Trent’anni (a cui si aggiungono i 20 nella precedente sede) nei quali si sono susseguite oltre 100 notifiche di sfratto, mai eseguite. Un abusivismo tollerato e sostenuto, a tal punto che il candidato del Pd e del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino ha deciso di fare del “Leoncavallo” una delle tappe della sua campagna elettorale. Una cena, dal titolo “Diamo un calcio alla destra”, in programma il 23 gennaio, per coincidenza poche ore dopo l’ennesimo tentativo di sfratto non eseguito.

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La locandina della cena elettorale pubblicata sul profilo Facebook del Leoncavallo

Una cena ovviamente preparata in locali privi di ogni autorizzazione e con un incasso su cui ovviamente non saranno pagate tasse. Con buona pace dei bar e dei ristoranti di Milano (e non solo), tenuti a garantire le norme igienico-sanitarie ed emettere lo scontrino. Differenze che evidentemente l’aspirante governatore non coglie o non vuol cogliere. Non le coglie perché, come ha ammesso, quelli del “Leoncavallo” sono suoi amici (qui il video). Amici che occupano abusivamente un immobile e che vendono cibi e bevande senza averne titolo: un bel segnale, non c’è che dire. Ma non solo: a spingere il candidato presidente della Lombardia Majorino dentro il “Leoncavallo” c’è anche il bisogno di raccattare voti ovunque ce ne siano perché i sondaggi lo danno in caduta libera. E pace se quei voti provengono da chi ha sposato la causa dell’illegalità e delle occupazioni.

La solita doppia morale della sinistra: da un lato sbraita contro la destra, “colpevole” (sulla base di quali prove non si sa) di essere vicina ad ambienti estremistici, dall’altro dialoga e fa accordicchi elettorali con i centri sociali, realtà che non si fanno problemi ad ospitare ex brigatisti o esponenti dell’extraparlamentarismo rosso e che nella loro ingloriosa storia hanno gravi episodi di violenza contro le Forze dell’Ordine.