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L’Italia è uscita dalla nuova via della seta

Il governo Meloni risolve un altro disastro di Conte: l’Italia esce dalla via della seta

L’accordo della nuova via della seta fu siglato da Conte e Xi Jinping nel 2019, questo prometteva fino a 20 miliardi tra indotto e diretti, ma i 4 anni di presenza all’interno del progetto cinese hanno portato a un niente di fatto, insomma si tratta di un altro dei disastri di Conte. L’Italia, pertanto, è uscita dalla “Belt and Road Initiative”: ecco un’altra promessa mantenuta dal Governo Meloni.

Via della seta: un altro disastro di Conte

Le agevolazioni nelle esportazioni del Made in Italy previste dall’allora governo Conte non hanno portato i risultati sperati. I risultati fallimentari sono stati il punto di partenza per la disdetta dell’accordo, ma anche il fatto che molti paesi europei – pur non partecipando all’accordo – hanno comunque instaurato rapporti con la Cina addirittura più convenienti e vantaggiosi.

Hanno pesato anche motivazioni politiche: l’Italia è stato l’unico paese del G7 ad aderire all’accordo economico ideato dal governo cinese, unico Paese occidentale a rompere il blocco atlantista per schierarsi con Pechino. Una sciocchezza, una delle tante del governo Conte, che ieri il governo Meloni ha cancellato definitivamente.

Altre vie economiche con l’Oriente

Nella lettera consegnata dalla Farnesina rimane l’interesse da parte del nostro paese a sviluppare e rafforzare una cooperazione bilaterale, il governo ha quindi deciso di rilanciare il partenariato strategico che, dal 2004, è in vigore con il paese asiatico. La Farnesina, inoltre, assicura che le relazioni commerciali non si interromperanno, ma anzi si intensificheranno.

Proprio sulla linea euro atlantista, l’Italia ha anche aderito ad un progetto statunitense per un nuovo corridoio economico India – Medio Oriente – Europa, l’alternativa occidentale alla “Belt and Road Initiative”, in questo modo potremo aumentare il nostro export all’interno del colosso asiatico, ma con più sicurezze.