Vietare l’accesso al Santo sepolcro a due alti rappresentanti della Chiesa è un’offesa alla cristianità e alla libertà religiosa, particolarmente in occasione di una solennità centrale come quella della Domenica delle Palme
In occasione della Domenica delle Palme il Cardinale Pizzaballa e Padre Ielpo si sono visti negare l’ingresso al Santo Sepolcro di Gerusalemme per la messa. Un fatto grave che offende la cristianità e la libertà religiosa. Il tutto è stato, fortunatamente, risolto ed il Cardinale Pizzaballa ha affermato come “non ci sono stati scontri, tutto è stato fatto in maniera molto educata”.
Grave errore
Solidarietà e vicinanza al Cardinale Pizzaballa e a Padre Ielpo bloccati dalle autorità israeliane. Un grave errore impedire loro di celebrare la messa nel Santo Sepolcro. Un’offesa alla cristianità e alla libertà religiosa, particolarmente in occasione di una solennità centrale come quella della Domenica delle Palme.
Meloni: “Vicinanza a Pizzaballa, Ielpo e ai religiosi”
“Il governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri.
Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


