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Giorno del Ricordo: noi non vi dimentichiamo

Migliaia di innocenti uccisi solo perché italiani e centinaia di migliaia di esuli costretti a fuggire dalle loro terre per amore dell’Italia

Oggi, come tutti i giorni dell’anno e come ogni anno, ricordiamo i Martiri delle Foibe e gli esuli istriani, fiumani e dalmati. Uccisi o costretti all’esodo per la sola colpa di essere italiani. Una pagina cancellata dai libri di storia per anni.

Noi non dimentichiamo

Migliaia di italiani infoibati dai partigiani iugoslavi e centinaia di migliaia costretti a fuggire dalle loro terre – Istria, Fiume e Dalmazia – perché terrorizzati dal dover vivere sotto il regime comunista iugoslavo. Terrore motivato proprio dalle violenze e dagli attentati che i nostri connazionali subirono negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale e nel primo dopoguerra. La loro unica colpa era quella di essere italiani. Una pagina strappata dai libri di storia, per decenni tenuta viva tra mille difficoltà e ostilità dai sopravvissuti alla tragedia, e ricucita grazie all’istituzione del Giorno del Ricordo in memoria dei Martiri delle Foibe.

Il Ricordo dei Martiri delle Foibe del Presidente Meloni

“Sono qui per ricordare gli innocenti trucidati ma anche per chiedere perdono a nome delle istituzioni per il silenzio colpevole che per decenni ha avvolto le vicende del confine orientale e per rendere omaggio agli istriani, giuliani e dalmati che per rimanere italiani decisero di lasciare tutto per restare con l’unica cosa che i comunisti titini non potevano toglierli, l’identità.

Fiumani, istriani e dalmati, pagando un prezzo altissimo, hanno deciso di essere italiani due volte: per nascita e per scelta, di seguire il loro cuore, portare con se qualcosa che nessun aguzzino può strappare via, l’amore per ciò che sei, per la terra nella quale affondano le radici. Ovunque, quella sarà la tua casa”. Lo ha detto Giorgia Meloni alla cerimonia alla Foiba di Basovizza.

Ma a Firenze i soliti negazionisti sfregiano la targa per il ricordo dei Martiri

Ci risiamo. Ancora una volta un gesto ignobile in occasione del Giorno del Ricordo. A Firenze, la targa in memoria delle vittime delle foibe, è stata nuovamente sfregiata. Si tratta dell’ennesimo episodio del genere a Firenze, frutto di un negazionismo strisciante. Ci sono ancora degli ignoranti che rifiutano il ricordo della tragedia che ha visto migliaia di italiani morire nelle cavità carsiche per mano comunista e centinaia di migliaia lasciare le loro case e le loro terre perché non volevano vivere sotto il regime titino.

Donne e uomini che hanno pagato con la vita o con l’esodo il solo fatto di essere orgogliosamente italiani. I tentativi di ridimensionare, giustificare, nascondere, minimizzare la tragedia delle foibe da parte di esponenti della sinistra, anche istituzionale, rischiano di essere una copertura politica per chi compie questi gesti.

Nessuno può permettersi di strizzare l’occhio ai negazionisti: ci auguriamo che i responsabili del gesto siano identificati al più presto. Non sperino questi signori di fermare in questo modo il lavoro che il governo sta facendo per restituire all’Italia una pagina di storia per troppi anni rimasta sbiadita

Foibe: nascerà il Museo del Ricordo

Nasce il Museo del Ricordo, destinato a ripercorrere i tragici episodi delle Foibe, della pulizia etnica e dell’esodo dei nostri connazionali per mano del Maresciallo comunista jugoslavo Tito.

La realizzazione del Museo è un dovere storico verso gli esuli istriani, fiumani e dalmata che hanno subito la dittatura comunista di Tito.

Clicca qui per sapere di più sul Museo del Ricordo.

Non ci può essere ricordo senza conoscenza: la Legge per la conoscenza tra le giovani generazioni

È arrivato un importante segnale che va nella direzione di una memoria storica condivisa da tutta la comunità nazionale. Importante è ogni iniziativa volta a commemorare i Martiri delle Foibe. Ricordare tali fatti storici, così a lungo nascosti e negati, tanto da essere necessaria una legge per portarli alla luce, è un nostro preciso dovere.

Ai ragazzi dobbiamo raccontare che in alcune zone al confine d’Italia, nelle terre di Istria, Fiume e Dalmazia, il solo fatto di essere italiani è stato per anni motivo di odio e persecuzione da parte del regime comunista di Tito.

Clicca qui per approfondire la Legge approvata recentemente alla Camera.

Via l’onorificenza al macellaio Tito

Un tempo lunghissimo: 55 anni, ma anche solo un giorno sarebbe stato troppo. Finalmente, grazie ad una proposta di legge di Fratelli d’Italia, si discute della revoca dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana concessa al dittatore comunista Tito nel 1969.

Il dittatore comunista Tito è il macellaio dei massacri delle Foibe e il responsabile del dramma dell’esodo giuliano-dalmata e istriano. Nella veste di capo della Resistenza jugoslava avallò le violenze contro gli italiani (compresi i partigiani anticomunisti, come accaduto a Porzus) lungo il confine orientale per fare della Venezia Giulia la settima repubblica iugoslava.

Clicca qui per conoscere la proposta di Fratelli d’Italia per togliere l’onorificenza al dittatore comunista Tito.